giovedì 15 ottobre 2009

Modalità di attesa? Terminata


Ci venga perdonata l'assenza di aggiornamenti, durata oltre tre mesi. D'altronde, considerato quanto sta avvenendo tra banchi e uffici della nostra beneamata da marzo 2008 (la data non è casuale, provate a pensarci), abbiamo preferito rimanere in silenzio, lasciare spazio di manovra a chi gestisce le sorti dei colori che amiamo. In fondo siamo umani anche noi e potevamo sbagliarci nella nostra poca fiducia verso i prodi ora alla guida del vascello rossoblu.

Bene, il tempo dell'attesa ci sembra, come dice il titolo, terminato. Accadono cose surreali al sodalizio che amiamo e troviamo giusto parlarne. La modalità sarete voi a decidere se sia da considerare gradita o meno.


Un pò di considerazioni, tra l'altro già note, ma che è bene tenere a memoria...

- ci si priva di un giocatore tricolore di interesse nazionale (con contributo federale annesso) e ci si barcamena nella scusa di scarso attaccamento da parte dell'atleta e successivo suo raggiramento da parte del suo procuratore. E' da ricordare come qualche furbone durante lo scorso campionato, per giustificare tagli e separazioni, aveva tentato senza successo di mettere tecnico e giocatore uno contro l'altro.
Poi si scopre che tra le richieste del giocatore e quelle della società la differenza è di poche centinaia di euro.
Ci si priva anche di un atleta nazionale sudamericano nello stesso reparto perchè non amato dal tecnico.
Il risultato? Per sopperire alla doppia carenza si ingaggia un sudafricano che non ha le caratteristiche di nessuno dei due sopracitati, il cui costo lasciamo siate voi a indovinare.


- si decide di instaurare una mascotte per la nostra amata. Il costo effettivo del pupazzo e gli introiti che esso porta, annualmente sommati, danno una cifra inferiore rispetto a chi ha partorito la sua realizzazione.
Il guadagno dov'è?
Non ci si venga a dire che questo è un modo per portare i bambini a giocare a rugby.
Tra il pupazzo + cheerleaders e i valori del rugby giocato non c'è nessun collegamento.
La propaganda nelle scuole è forse azione ritenuta superata?


- si instaura un ufficio stampa nuovo di zecca con professionisti, ben pagati, in materia, coadiuvati da giovani rodigini di dubbia competenza. Il risultato è che a oggi dei comunicati giornalieri non c'è traccia e per la partita di coppa con i Saracens si è ricorso al copia-incolla del comunicato pubblicato sul sito ERC.

Abbiamo anche appurato la veridicità di due voci:
1 - l'ufficio stampa, responsabile del tabellino ufficiale da divulgare a organi stampa e sito FIR, ha dimenticato di redarlo per la gara di superten contro Viadana, andando quindi a chiederlo ad un giornalista presente allo stadio.
2 - l'elezione del man of the match non è più competenza dei giornalisti accreditati allo stadio. Ci pensa direttamente qualcun altro. Tra poco forse anche per la visione delle partite non sarà richiesta a presenza del pubblico? Ah no, dimentichiamo che il pubblico è pagante...


- Si sa che a Rovigo tutti a parole sono in grado di fare gli allenatori. Scopriamo che ne è in grado anche chi siede su una poltrona importante e adduce la motivazione della competenza rugbystica del padre per spiegare le ingerenze tecniche pòste lo scorso anno all'allenatore.
Pare che questa pratica sia in voga da parte di un'altra persona che siede su un'altra poltrona importante. Gli era andata male lo scorso anno, quando i suoi "consigli" non furono presi in considerazione. Attendiamo di sapere se anche l'attuale tecnico non trovi corretto seguirli.


- Il rugby è pratica, ma anche teoria. La pensa così chi prepara cartelline con appunti da consegnare ai propri giocatori rispetto a cosa eseguire poi in campo.
La stessa forma mentis è applicata alla formazione e alle sostituzioni, stabilite addirittura un giorno prima rispetto alla partita. Che dire? Complimenti sentiti per l'efficacia della sfera magica nel prevedere il futuro!


Nella foto (www.rovigooggi.it):
Pablo Calanchini e Umberto Casellato a colloquio durante l'ultimo match di super10 disputato al "Battaglini".




Contatore siti

venerdì 10 luglio 2009

Avvisare o meno?


Il presidente Vecchi l'aveva detto: destineremo più risorse per la gestione e la crescita della società rispetto alla squadra.

Detto, fatto: prima l'ingaggio di Antonio Pagano, pezzo grosso in ambito marketing.

Poi? Il nulla. Anzi: il ritorno delle care, vecchie abitudini... tanto che l'ingaggio di Bocchino sarebbe stato comunicato ieri agli organi di stampa direttamente dal team-manager rossoblu, con il consolidato sistema di "scavalcamento" dell'ufficio/addetto stampa della società; un "metodo" collaudato con successo nella passata stagione, ci dicono i ben informati.

Pensiamo sarebbe stato preferibile, oltre ai giornali, che la dirigenza di Viale Alfieri avvisasse anche German Bustos e Luke Mahoney sui movimenti di mercato, visto che essi in questi giorni metterebbero in dubbio la permanenza o l'utilizzo dell'apertura argentina e del tallonatore neozelandese.

Pare invece sia stato utilizzato il solito silenzio; infatti i due atleti, dopo aver letto le notizie online di mercato riguardanti il proprio futuro, sarebbero stati costretti a mettersi in contatto con alcuni tifosi rodigini, per avere maggiori informazioni.

Eppure a volte, come recitava un famoso spot, una telefonata ti salva la vita...

Crediamo che, ancora una volta, non servano commenti.




mercoledì 8 luglio 2009

Termometro epurazione: tocca a Luke?

Sembra essere scoccata l'ora di Luke Mahoney.

Dopo il taglio di Britz e Giuria (guardacaso due atleti fortemente voluti dall'ex allenatore Massimo Brunello), il team manager Andrea Scanavacca starebbe trattando l'arrivo di Leonardo Ghiraldini da Calvisano per sostituire il tallonatore neozelandese, anche lui (un caso?) un uomo chiave nella squadra di Brunello.

L'arrivo del forte tallonatore azzurro al posto del pari ruolo neozelandese indebolirebbe il reparto dei Bersaglieri; gli unici fattori positivi in questo cambio riguardano lo stipendio del giocatore (inferiore di pochissimo) e la sua italianità.

Ci chiediamo: in un mercato rossoblu che ha visto un deciso taglio di tutti gli stipendi dei giocatori con un budget complessivo che sarà di poco inferiore (si parla di 200 mila euro di differenza rispetto allo scorso anno), vale davvero la pena di rinunciare ad un atleta che è a Rovigo da due anni, è inserito nel gruppo, è parte della spina dorsale della squadra, per prendere un giocatore da fuori e che è inevitabilmente con la testa già alla Celtic League?

Ma soprattutto: la riduzione complessiva dello stipendio riguarda solo i giocatori, o anche i dirigenti?




martedì 30 giugno 2009

Un 'rinforzo' per il Rovigo


“Abbiamo centrato il nostro obiettivo: un pilone di qualità, di esperienza e italiano che va ad aggiungersi e a rafforzare la nostra prima linea” ha affermato soddisfatto il neo-direttore sportivo della Femi-Cz Rugby Rovigo, Andrea Scanavacca. Giovanni Boccalon ha militato nelle due ultime stagioni a Venezia vestendo i colori del Casinò. L’accordo con il pilone è avvenuto verso le 17 di lunedì pomeriggio. Cresciuto nelle giovanili del Rugby Selvazzano, ha indossato la maglia del Petrarca Padova e della Rugby Rovigo.

La scheda:

Giovanni Boccalon

Nato a Torino il 10 maggio 1972

Italiano di formazione
Pilone destro
187 cm per 121 kg

Un pilone trentasettenne, titolare la scorsa stagione a Venezia, torna a Rovigo per sostituire nientepopodimeno che Juan Pablo Orlandi (puma 24enne), in una squadra che lo scorso anno ha centrato i playoff e che, a causa del silenzio della dirigenza, a oggi non si sa a cosa mirerà per la stagione alle porte.

Oppure il silenzio serve ad evitare l'imbarazzo legato alla certezza di non riuscire ad eguagliare quanto fatto lo scorso anno?




mercoledì 10 giugno 2009

E il bello deve ancora venire...

Il Gazzettino - Rovigo, 10 giugno 2009

"A nemmeno due anni della nascita della società cooperativa a responsabilità limitata e a neanche dodici mesi dall’insediamento alla presidenza di Susanna Vecchi, in casa Rugby Rovigo si respira l’aria simile, purtroppo, a quanto avevano abituato le estati degli ultimi quindici anni, quasi sempre contrassegnate da una profonda incertezza.
(...) Trascorsa la stagione 2007-08 per assestarsi, superati i passaggi al timone tra Badocchi, Sigolo e infine Vecchi, e forte di una squadra che alla prima esperienza in Super 10 Massimo Brunello ha condotto al quinto posto e riportato nelle coppe europee, quella appena conclusa doveva rappresentare il definitivo rilancio societario della Rugby Rovigo.
Doveva. Perchè solo la squadra è stata in linea con le ambizioni, anzi, portandola in semifinale e mantenendola in Europa, Brunello è andato oltre i pronostici estivi, dimostrando che migliorando lo stesso organico è stato possibile fare molto bene.
Ma il resto? Nel luglio scorso, in un’intervista al Gazzettino la neopresidente Susanna Vecchi, comprensibilmente ambiziosa e orgogliosa per l’importante ruolo assunto, aveva parlato chiaro affermando, tra l’altro: «Qui ho intenzione di rimanerci a lungo! Sono abituata a dire ciò che penso e ad accettare critiche e consigli. È indispensabile acquisire professionalità fuori dal campo. Gestire budget da 1,7-1,8 milioni di euro richiede un’organizzazione efficiente. Bisogna gestire il "sicuro" e darsi da fare per reperire altre risorse per condurre tranquillamente la stagione e programmare con anticipo quelle successive. Vogliamo creare una solida base societaria, rafforzando l’ottimo gruppo che si è messo all’opera dall’estate scorsa. Per coprire al meglio l’intera gestione e svilupparci in vari settori è necessario rinforzarci trovando le persone adatte. Ci siamo affidati a dei professionisti sia per trovare sponsorizzazioni che partner nei vari rami che toccano il club, ad esempio una compagnia aerea e i fornitori principali. Con la Junior Rovigo ci sono da riallacciare rapporti per arrivare nuovamente ad avere un vivaio funzionale alla prima squadra. Inoltre vogliamo arrivare ad ottenere una continuità tecnica da Junior e Rugby Rovigo. Tifosi, club e varie associazioni sono un valore aggiunto per il movimento. Stiamo valutando il modo migliore per valorizzazione questa risorsa. I nostri obiettivi sono, come minimo, il raggiungimento dei risultati ottenuti nella splendida stagione appena conclusa. La Rugby Rovigo è legata al territorio e cercheremo tutte le risorse disponibili, cercando di coinvolgerle e capitalizzarle. Mi piacerebbe che il numero dei soci aumentasse in numero consistente. Voglio trovare la strada giusta per restare a lungo alla guida del club, conscia che il rispetto non è un diritto ma va conquistato».
Ma alle parole che suscitarono entusiasmo e legittime attese sono seguiti pochi fatti e la presidente sta annunciando che si presenterà dimissionaria alla prossima assemblea ordinaria dei soci. Non si ha l’impressione che la Rugby Rovigo abbia accennato al necessario salto di qualità, a raggiungere quella solidità che è ancora più importante dei risultati del campo. La squadra è cresciuta, ha brillato ed entusiasmato, la società appare offuscata, tant’è, che siamo a giugno e regna l’incertezza.
Il consiglio d’amministrazione formato da Vecchi, Badocchi, Baratella, Brizzante e Sigolo risulta sia stato convocato per l’ultima volta prima dell’assemblea autunnale che approvò il bilancio; dopo quell’incontro i soci non sono più stati coinvolti; Paolo Brizzante, determinante motore del primo anno, giorno dopo giorno è stato messo da parte ed è stato creato un deleterio dualismo con il team manager Andrea Scanavacca, così da mesi è uscito di scena rassegnando le dimissioni; l’organizzazione societaria si è basata solo su presidente, team manager e segreteria dove c’è il fuggi fuggi; le decisioni vengono ancora prese a casa di qualche maggiorente come avveniva in passato; il settore giovanile continua a navigare a vista; tra i club organizzati dei tifosi regna il malcontento; ci sono stati malintesi e dissapori con altre organizzazioni come il Club Aldo Milani in occasione del famoso torneo.
Certo a Rovigo è arrivata la finale di Coppa Italia giocata in un Battaglini deserto, la presidente Vecchi fa parte della commissione che studia la riforma del campionato, ma sono elementi di immagine, che non hanno alcuna incidenza positiva sui colori rossoblù.
E sul piano finanziario la situazione appare ancora peggiore. Dai tanto sbandierati professionisti della pubblicità non è arrivato un euro, la FemiCz è rimasta l’unica azienda a fianco del club (probabilmente non abbandonerà) insieme a una manciata di ditte, le casse languono e così sono stati tagliati gli ingaggi e sulla carta non si sta allestendo una rosa competitiva in un campionato che, con il ritorno delle punizioni a chi farà crollare la rolling maul, per una squadra leggerina come quella rossoblù sarà durissimo.
Insomma, i due compiti principali, organizzazione societaria e solidità finanziaria non sono stati raggiunti, anzi, la situazione appare peggiorata rispetto a dodici mesi fa. Si attendono fatti che smentiscano questo andamento. (...)

Paolo Ponzetti"




mercoledì 3 giugno 2009

Servono commenti?

Da Il Gazzettino - Rovigo, 3 giugno 2009

"Quando una società sportiva congeda il proprio tecnico affidandosi al consunto rituale di un comunicato stampa di poche righe nel quale non si negano, come da copione, i ringraziamenti per il lavoro svolto, molto spesso significa che la conclusione di quel rapporto non è stata delle migliori.
(...) È curioso notare che anche quest'anno, assieme alla qualificazione ai play off, ci si ritrovi a fare i conti, per ragioni estremamente diverse, con l'uscita di scena del tecnico che ha raggiunto questo risultato. Questo conferma, inoltre, quanto sia difficile restare per più di due stagioni sulla panchina rossoblu.
(...) Ma negli ultimi anni il via vai maggiore in casa rossoblu è stato quello dei presidenti. Dalla scomparsa di Carlo Bego, nel 2001, se ne sono contati ben otto. Quando si cambiano leadership dirigenziale e guida tecnica con una tale frequenza diventa molto difficile parlare di programmi e di continuità di gestione. Lo diventa ancora di più in presenza di una situazione particolare come quella del rugby italiano in questo momento.
Il pensionamento del Super 10, l'entrata in Celtic League di due franchigie italiane e l'arrivo di un nuovo campionato dai contorni ancora tutti da definire, cambieranno lo scenario del rugby di vertice ed è in questo nuovo contesto che la società rossoblu dovrà trovare una collocazione che non tradisca le aspettative di un ambiente che non ha eguali nel rugby italiano.

Roberto Roversi"




lunedì 1 giugno 2009

Le belle novità rossoblu...

"Bacchetti ha firmato, Basson firmerà, Giuria rimane, Di Maura e Sanchez idem, Favaro se ne va con infamia..."

Sembra la festa delle riconferme e del gossip, almeno stando a quanto dicono alcune testate giornalistiche. Invece basta fare qualche telefonata per scoprire che Favaro è nella stessa situazione di moltissimi rossoblu, ai quali è stata proposta una riduzione dell'ingaggio; che Bacchetti non ha ancora firmato nulla, che Basson ha tre offerte, due delle quali molto vantaggiose. Si scopre che con Giuria la società non ha parlato, che Di Maura è tutto tranne che vicino ad una firma e che Sanchez, trequarti preziosissimo nelle ultime stagioni, è costretto a cercare una sistemazione per il prossimo anno, visti i non-segnali che arrivano da Via Alfieri.

C'è un'altra certezza, guardando negli occhi i giocatori che sono stati autori di questa splendida stagione: enormi e profonde tristezza, rassegnazione e sfiducia.

Vi lasciamo indovinare verso chi...




sabato 30 maggio 2009

Ipse dixit

"Vogliamo assolutamente continuare con questo progetto tecnico!"

Andrea Scanavacca, team manager Rugby Rovigo, 26 aprile 2009






venerdì 29 maggio 2009

Il (nuovo?) Rovigo

Anouer, Badocchi, Boarato, Bustos, Canale, De Marchi, Immelman, Legora, Lubian, Mahoney, Pellegrini, Pizarro, Reato e Tumiati.

Ben 14 i giocatori già confermati per la prossima stagione dalla Rugby Rovigo.


Tre perplessità invadono il popolo rossoblu nelle ultime ore:

1) da quando si siglano contratti con i giocatori senza prima sapere quale sarà (e SE ce ne sarà uno) lo sponsor per la stagione a venire?

2) da quando si conferma uno zoccolo duro di giocatori senza aver prima ufficializzato il tecnico? Considerato il modo in cui ci si è privati di Brunello, viene da pensare che una caratteristica richiesta per sedersi sulla panchina bersagliere sia quella di essere 'accomodante' su quanto 'suggerito' dall'alto (ricordiamo molto bene la questione Cribb);

3) saranno ancora i playoff l'obiettivo della Rugby Rovigo per la prossima stagione? C'è perplessità nella piazza a riguardo, considerato come i nomi degli atleti per ora associati ai colori rossoblu siano Stefano Baldo, Giovanni Boccalon ed Ivan Gianesini.







giovedì 28 maggio 2009

Meglio tardi che mai...

"La Rugby Rovigo saluta e ringrazia Massimo Brunello

28 maggio 2009

La Rugby Rovigo comunica che Massimo Brunello non sarà più l’allenatore della Rugby Rovigo per la prossima stagione 2009/’10.
La dirigenza tutta ringrazia sentitamente il coach per l’impegno e la dedizione profusi in questi due anni di fattiva collaborazione con la società di via Alfieri. Gli è inoltre grata per gli ottimi risultati ottenuti dalla squadra sotto la sua guida. Comprendendo che l’opportunità di entrare nello staff della federazione italiana rugby sia per lui un’irrinunciabile opportunità, la Rugby Rovigo si augura che, a conclusione di questa importante esperienza, Brunello faccia ritorno al club rodigino."


Meglio tardi che mai, viene da dire. Ma grande è lo stupore per le ultime righe, pensando come nelle ultime settimane le dichiarazioni a mezzo stampa dell'ex allenatore rossoblu non si basassero su maggiori stipendio e prestigio dell'incarico federale, quanto sulla mancanza di fiducia e serietà dimostrati dalla dirigenza e come la dirigenza ne facesse invece un problema legato ad un contratto troppo oneroso. E che dire della totale dimenticanza di Flaviano Brizzante nel comunicato, considerato l'apporto fornito negli ultimi due anni dall'ex flanker rodigino?

Voci vicine all'ambiente di Via Alfieri esprimerebbero perplessità rispetto all'augurio di un ritorno di Brunello in rossoblu, dopo che non sarebbe stata per nulla favorita la sua permanenza.

Una notizia vera, finalmente: Umberto Casellato ha firmato nella giornata di oggi il contratto che lo lega alla Rugby Rovigo come allenatore per la prossima stagione.

Voci insistenti parlano di rosa rossoblu confermata per grandissima parte; comportamento che avrebbe, pare, fatto sorgere dubbi nell'ambiente sull'ipotesi di un Brunello troppo costoso per la Rugby Rovigo.





21 anni fa lo scudetto della stella. Ed oggi?

Lo stesso giorno di 21 anni fa, in una serata bagnata, Massimo Brunello e Graziano Ravanelli ci regalavano il decimo scudetto.

Intanto arrivano smentite e precisazioni sull'addio dell'ex numero 15 rossoblu. Da una parte voci dicono che la conferma dell'addio di Brunello sarebbe arrivata telefonicamente soltanto ieri, dall'altra pare che l'ex allenatore della Rugby Rovigo abbia comunicato ufficialmente le proprie intenzioni a chi di dovere già la scorsa settimana. Perchè questa differenza? Perchè questa attesa? Perchè questo silenzio, ancora una volta?

Ma soprattutto: perchè continuare a negare firme e rapporti con Umberto Casellato, il quale già nei giorni scorsi avrebbe contattato personalmente Massimo Brunello per consigli e suggerimenti sul Rovigo che verrà?

Si rimane in attesa di ulteriori sviluppi anche sul tema sponsor; le solite voci ben informate parlano infatti di alcuni contatti con l'assessore regionale Isi Coppola per un possibile abboccamento con Enel-Adriatic Lng.

C'è invece perplessità tra gli addetti ai lavori per quanto riguarda il contatto preso per la Rugby Rovigo a Milano dai vertici dell'Asm rodigina, i quali non sarebbero per ora stati sfruttati, pare, per l'indisponibilità a muoversi nel capoluogo milanese dei vertici rossoblu. Pare infatti che per qualcuno in questi giorni conti di più la pratica di un altro sport.







mercoledì 27 maggio 2009

il muro cade

Tutti lo sanno, nessuno lo dice. E allora lo diciamo noi, quello che sentiamo in giro per strada. Con ovvio beneficio del dubbio:

la Rovigo ovale è condannata. La Rovigo ovale non impara dai propri errori. O forse, per certi dirigenti, questa è la lezione migliore che si può apprendere da quanto successo in passato: ripetere quanto compiuto nell’estate successiva al campionato condotto dalla squadra di Marzio Zanato.

Ve lo ricordate? Era la stagione 2003/04; un emissario della dirigenza, al fischio finale della vittoria contro L’Aquila e con alcune gare da giocare per l’accesso ai playoff, entra in spogliatoio con le lettere di conferma/taglio ai giocatori, in base ad una lista che non era quella stilata dal coach rossoblu di concerto con i d.s. di allora.

Cosa è cambiato nella Rugby Rovigo, dal 2004 ad oggi? La ragione sociale, certo; i membri della cooperativa che da due anni regge la società, certo; ed il modo di agire, prevaricare, scavalcare? Quello non cambia mai.

Una società seria non impone l’acquisto di un giocatore non richiesto al proprio tecnico, colpevolizzandolo se poi tale giocatore non rende e se il reparto in cui l’allenatore aveva chiesto un rinforzo mai arrivato va in sofferenza ad ogni partita.

In una società seria e professionale, in merito a questioni tecniche l’allenatore ha più voce in capitolo del padre del presidente e del ds.

In una società seria e professionale, un ds che si è inimicato lo spogliatoio viene allontanato, anziché rimanere al suo posto nel silenzio stampa della società.

In una società seria e professionale, non vengono imposti ad un tecnico sia un taglio drastico dell’ingaggio sia la rinuncia, la riconferma e l'acquisto di giocatori voluto esclusivamente da presidente e ds.

Una società seria e professionale non sparge in giro per la piazza menzogne secondo cui è l’allenatore a volersene andare perchè le sue pretese di ingaggio sono troppo alte.

Una società seria e professionale non emargina senza scrupoli un club di tifosi da sempre autonomo, togliendo ad esso l’unico suo sostentamento (la vendita di birra allo stadio) proprio per la partita di semifinale scudetto, conoscendo l’affluenza record per l'occasione e tenendo il ricavato per sé.

Una società seria e professionale non promette ad un club di tifosi una percentuale sulla vendita delle magliette celebrative dei playoff, per poi fare marcia indietro dopo pochi giorni e tenere il ricavato per sé.

Una società seria e professionale non inventa di sana pianta responsabilità e meriti nell'aver procurato ad un club di tifosi due sponsor che invece si offrono di pagare di tasca propria i pullman per seguire la squadra nella seconda semifinale scudetto.

Una società seria e professionale non si imbarca in iniziative di marketing e promozioni dilettantesche, partorendo una seconda maglia per molti orribile (e quasi nessuno l'ha comprata), inventando slogan senza senso e grammaticalmente sbagliati (rovigo by rugby) ed evitando anche di promuoverli e sfruttarli.

Una società seria e professionale considera e riconosce il valore ed i meriti del proprio staff tecnico, non agisce in base ad ingratitudine, invidia e alla paura di non essere al centro dell’attenzione, della visibilità e della possibilità di vedere riconosciuti i propri meriti nei successi della squadra, lasciando soli lo staff tecnico e la squadra stessa per metà campionato.

Una società seria e professionale fa tutto il possibile per recuperare un atleta fondamentale in prima linea in previsione della seconda semifinale scudetto, non obbligando tale giocatore a rinunciare alle cure di uno staff medico preparato.

Logica, programmazione, intelligenza, rispetto per il lavoro altrui e per giocatori, staff tecnico, tifosi e valori rossoblu sono tutti chiusi a chiave in un cassetto.