martedì 30 giugno 2009

Un 'rinforzo' per il Rovigo


“Abbiamo centrato il nostro obiettivo: un pilone di qualità, di esperienza e italiano che va ad aggiungersi e a rafforzare la nostra prima linea” ha affermato soddisfatto il neo-direttore sportivo della Femi-Cz Rugby Rovigo, Andrea Scanavacca. Giovanni Boccalon ha militato nelle due ultime stagioni a Venezia vestendo i colori del Casinò. L’accordo con il pilone è avvenuto verso le 17 di lunedì pomeriggio. Cresciuto nelle giovanili del Rugby Selvazzano, ha indossato la maglia del Petrarca Padova e della Rugby Rovigo.

La scheda:

Giovanni Boccalon

Nato a Torino il 10 maggio 1972

Italiano di formazione
Pilone destro
187 cm per 121 kg

Un pilone trentasettenne, titolare la scorsa stagione a Venezia, torna a Rovigo per sostituire nientepopodimeno che Juan Pablo Orlandi (puma 24enne), in una squadra che lo scorso anno ha centrato i playoff e che, a causa del silenzio della dirigenza, a oggi non si sa a cosa mirerà per la stagione alle porte.

Oppure il silenzio serve ad evitare l'imbarazzo legato alla certezza di non riuscire ad eguagliare quanto fatto lo scorso anno?




mercoledì 10 giugno 2009

E il bello deve ancora venire...

Il Gazzettino - Rovigo, 10 giugno 2009

"A nemmeno due anni della nascita della società cooperativa a responsabilità limitata e a neanche dodici mesi dall’insediamento alla presidenza di Susanna Vecchi, in casa Rugby Rovigo si respira l’aria simile, purtroppo, a quanto avevano abituato le estati degli ultimi quindici anni, quasi sempre contrassegnate da una profonda incertezza.
(...) Trascorsa la stagione 2007-08 per assestarsi, superati i passaggi al timone tra Badocchi, Sigolo e infine Vecchi, e forte di una squadra che alla prima esperienza in Super 10 Massimo Brunello ha condotto al quinto posto e riportato nelle coppe europee, quella appena conclusa doveva rappresentare il definitivo rilancio societario della Rugby Rovigo.
Doveva. Perchè solo la squadra è stata in linea con le ambizioni, anzi, portandola in semifinale e mantenendola in Europa, Brunello è andato oltre i pronostici estivi, dimostrando che migliorando lo stesso organico è stato possibile fare molto bene.
Ma il resto? Nel luglio scorso, in un’intervista al Gazzettino la neopresidente Susanna Vecchi, comprensibilmente ambiziosa e orgogliosa per l’importante ruolo assunto, aveva parlato chiaro affermando, tra l’altro: «Qui ho intenzione di rimanerci a lungo! Sono abituata a dire ciò che penso e ad accettare critiche e consigli. È indispensabile acquisire professionalità fuori dal campo. Gestire budget da 1,7-1,8 milioni di euro richiede un’organizzazione efficiente. Bisogna gestire il "sicuro" e darsi da fare per reperire altre risorse per condurre tranquillamente la stagione e programmare con anticipo quelle successive. Vogliamo creare una solida base societaria, rafforzando l’ottimo gruppo che si è messo all’opera dall’estate scorsa. Per coprire al meglio l’intera gestione e svilupparci in vari settori è necessario rinforzarci trovando le persone adatte. Ci siamo affidati a dei professionisti sia per trovare sponsorizzazioni che partner nei vari rami che toccano il club, ad esempio una compagnia aerea e i fornitori principali. Con la Junior Rovigo ci sono da riallacciare rapporti per arrivare nuovamente ad avere un vivaio funzionale alla prima squadra. Inoltre vogliamo arrivare ad ottenere una continuità tecnica da Junior e Rugby Rovigo. Tifosi, club e varie associazioni sono un valore aggiunto per il movimento. Stiamo valutando il modo migliore per valorizzazione questa risorsa. I nostri obiettivi sono, come minimo, il raggiungimento dei risultati ottenuti nella splendida stagione appena conclusa. La Rugby Rovigo è legata al territorio e cercheremo tutte le risorse disponibili, cercando di coinvolgerle e capitalizzarle. Mi piacerebbe che il numero dei soci aumentasse in numero consistente. Voglio trovare la strada giusta per restare a lungo alla guida del club, conscia che il rispetto non è un diritto ma va conquistato».
Ma alle parole che suscitarono entusiasmo e legittime attese sono seguiti pochi fatti e la presidente sta annunciando che si presenterà dimissionaria alla prossima assemblea ordinaria dei soci. Non si ha l’impressione che la Rugby Rovigo abbia accennato al necessario salto di qualità, a raggiungere quella solidità che è ancora più importante dei risultati del campo. La squadra è cresciuta, ha brillato ed entusiasmato, la società appare offuscata, tant’è, che siamo a giugno e regna l’incertezza.
Il consiglio d’amministrazione formato da Vecchi, Badocchi, Baratella, Brizzante e Sigolo risulta sia stato convocato per l’ultima volta prima dell’assemblea autunnale che approvò il bilancio; dopo quell’incontro i soci non sono più stati coinvolti; Paolo Brizzante, determinante motore del primo anno, giorno dopo giorno è stato messo da parte ed è stato creato un deleterio dualismo con il team manager Andrea Scanavacca, così da mesi è uscito di scena rassegnando le dimissioni; l’organizzazione societaria si è basata solo su presidente, team manager e segreteria dove c’è il fuggi fuggi; le decisioni vengono ancora prese a casa di qualche maggiorente come avveniva in passato; il settore giovanile continua a navigare a vista; tra i club organizzati dei tifosi regna il malcontento; ci sono stati malintesi e dissapori con altre organizzazioni come il Club Aldo Milani in occasione del famoso torneo.
Certo a Rovigo è arrivata la finale di Coppa Italia giocata in un Battaglini deserto, la presidente Vecchi fa parte della commissione che studia la riforma del campionato, ma sono elementi di immagine, che non hanno alcuna incidenza positiva sui colori rossoblù.
E sul piano finanziario la situazione appare ancora peggiore. Dai tanto sbandierati professionisti della pubblicità non è arrivato un euro, la FemiCz è rimasta l’unica azienda a fianco del club (probabilmente non abbandonerà) insieme a una manciata di ditte, le casse languono e così sono stati tagliati gli ingaggi e sulla carta non si sta allestendo una rosa competitiva in un campionato che, con il ritorno delle punizioni a chi farà crollare la rolling maul, per una squadra leggerina come quella rossoblù sarà durissimo.
Insomma, i due compiti principali, organizzazione societaria e solidità finanziaria non sono stati raggiunti, anzi, la situazione appare peggiorata rispetto a dodici mesi fa. Si attendono fatti che smentiscano questo andamento. (...)

Paolo Ponzetti"




mercoledì 3 giugno 2009

Servono commenti?

Da Il Gazzettino - Rovigo, 3 giugno 2009

"Quando una società sportiva congeda il proprio tecnico affidandosi al consunto rituale di un comunicato stampa di poche righe nel quale non si negano, come da copione, i ringraziamenti per il lavoro svolto, molto spesso significa che la conclusione di quel rapporto non è stata delle migliori.
(...) È curioso notare che anche quest'anno, assieme alla qualificazione ai play off, ci si ritrovi a fare i conti, per ragioni estremamente diverse, con l'uscita di scena del tecnico che ha raggiunto questo risultato. Questo conferma, inoltre, quanto sia difficile restare per più di due stagioni sulla panchina rossoblu.
(...) Ma negli ultimi anni il via vai maggiore in casa rossoblu è stato quello dei presidenti. Dalla scomparsa di Carlo Bego, nel 2001, se ne sono contati ben otto. Quando si cambiano leadership dirigenziale e guida tecnica con una tale frequenza diventa molto difficile parlare di programmi e di continuità di gestione. Lo diventa ancora di più in presenza di una situazione particolare come quella del rugby italiano in questo momento.
Il pensionamento del Super 10, l'entrata in Celtic League di due franchigie italiane e l'arrivo di un nuovo campionato dai contorni ancora tutti da definire, cambieranno lo scenario del rugby di vertice ed è in questo nuovo contesto che la società rossoblu dovrà trovare una collocazione che non tradisca le aspettative di un ambiente che non ha eguali nel rugby italiano.

Roberto Roversi"




lunedì 1 giugno 2009

Le belle novità rossoblu...

"Bacchetti ha firmato, Basson firmerà, Giuria rimane, Di Maura e Sanchez idem, Favaro se ne va con infamia..."

Sembra la festa delle riconferme e del gossip, almeno stando a quanto dicono alcune testate giornalistiche. Invece basta fare qualche telefonata per scoprire che Favaro è nella stessa situazione di moltissimi rossoblu, ai quali è stata proposta una riduzione dell'ingaggio; che Bacchetti non ha ancora firmato nulla, che Basson ha tre offerte, due delle quali molto vantaggiose. Si scopre che con Giuria la società non ha parlato, che Di Maura è tutto tranne che vicino ad una firma e che Sanchez, trequarti preziosissimo nelle ultime stagioni, è costretto a cercare una sistemazione per il prossimo anno, visti i non-segnali che arrivano da Via Alfieri.

C'è un'altra certezza, guardando negli occhi i giocatori che sono stati autori di questa splendida stagione: enormi e profonde tristezza, rassegnazione e sfiducia.

Vi lasciamo indovinare verso chi...