mercoledì 10 giugno 2009

E il bello deve ancora venire...

Il Gazzettino - Rovigo, 10 giugno 2009

"A nemmeno due anni della nascita della società cooperativa a responsabilità limitata e a neanche dodici mesi dall’insediamento alla presidenza di Susanna Vecchi, in casa Rugby Rovigo si respira l’aria simile, purtroppo, a quanto avevano abituato le estati degli ultimi quindici anni, quasi sempre contrassegnate da una profonda incertezza.
(...) Trascorsa la stagione 2007-08 per assestarsi, superati i passaggi al timone tra Badocchi, Sigolo e infine Vecchi, e forte di una squadra che alla prima esperienza in Super 10 Massimo Brunello ha condotto al quinto posto e riportato nelle coppe europee, quella appena conclusa doveva rappresentare il definitivo rilancio societario della Rugby Rovigo.
Doveva. Perchè solo la squadra è stata in linea con le ambizioni, anzi, portandola in semifinale e mantenendola in Europa, Brunello è andato oltre i pronostici estivi, dimostrando che migliorando lo stesso organico è stato possibile fare molto bene.
Ma il resto? Nel luglio scorso, in un’intervista al Gazzettino la neopresidente Susanna Vecchi, comprensibilmente ambiziosa e orgogliosa per l’importante ruolo assunto, aveva parlato chiaro affermando, tra l’altro: «Qui ho intenzione di rimanerci a lungo! Sono abituata a dire ciò che penso e ad accettare critiche e consigli. È indispensabile acquisire professionalità fuori dal campo. Gestire budget da 1,7-1,8 milioni di euro richiede un’organizzazione efficiente. Bisogna gestire il "sicuro" e darsi da fare per reperire altre risorse per condurre tranquillamente la stagione e programmare con anticipo quelle successive. Vogliamo creare una solida base societaria, rafforzando l’ottimo gruppo che si è messo all’opera dall’estate scorsa. Per coprire al meglio l’intera gestione e svilupparci in vari settori è necessario rinforzarci trovando le persone adatte. Ci siamo affidati a dei professionisti sia per trovare sponsorizzazioni che partner nei vari rami che toccano il club, ad esempio una compagnia aerea e i fornitori principali. Con la Junior Rovigo ci sono da riallacciare rapporti per arrivare nuovamente ad avere un vivaio funzionale alla prima squadra. Inoltre vogliamo arrivare ad ottenere una continuità tecnica da Junior e Rugby Rovigo. Tifosi, club e varie associazioni sono un valore aggiunto per il movimento. Stiamo valutando il modo migliore per valorizzazione questa risorsa. I nostri obiettivi sono, come minimo, il raggiungimento dei risultati ottenuti nella splendida stagione appena conclusa. La Rugby Rovigo è legata al territorio e cercheremo tutte le risorse disponibili, cercando di coinvolgerle e capitalizzarle. Mi piacerebbe che il numero dei soci aumentasse in numero consistente. Voglio trovare la strada giusta per restare a lungo alla guida del club, conscia che il rispetto non è un diritto ma va conquistato».
Ma alle parole che suscitarono entusiasmo e legittime attese sono seguiti pochi fatti e la presidente sta annunciando che si presenterà dimissionaria alla prossima assemblea ordinaria dei soci. Non si ha l’impressione che la Rugby Rovigo abbia accennato al necessario salto di qualità, a raggiungere quella solidità che è ancora più importante dei risultati del campo. La squadra è cresciuta, ha brillato ed entusiasmato, la società appare offuscata, tant’è, che siamo a giugno e regna l’incertezza.
Il consiglio d’amministrazione formato da Vecchi, Badocchi, Baratella, Brizzante e Sigolo risulta sia stato convocato per l’ultima volta prima dell’assemblea autunnale che approvò il bilancio; dopo quell’incontro i soci non sono più stati coinvolti; Paolo Brizzante, determinante motore del primo anno, giorno dopo giorno è stato messo da parte ed è stato creato un deleterio dualismo con il team manager Andrea Scanavacca, così da mesi è uscito di scena rassegnando le dimissioni; l’organizzazione societaria si è basata solo su presidente, team manager e segreteria dove c’è il fuggi fuggi; le decisioni vengono ancora prese a casa di qualche maggiorente come avveniva in passato; il settore giovanile continua a navigare a vista; tra i club organizzati dei tifosi regna il malcontento; ci sono stati malintesi e dissapori con altre organizzazioni come il Club Aldo Milani in occasione del famoso torneo.
Certo a Rovigo è arrivata la finale di Coppa Italia giocata in un Battaglini deserto, la presidente Vecchi fa parte della commissione che studia la riforma del campionato, ma sono elementi di immagine, che non hanno alcuna incidenza positiva sui colori rossoblù.
E sul piano finanziario la situazione appare ancora peggiore. Dai tanto sbandierati professionisti della pubblicità non è arrivato un euro, la FemiCz è rimasta l’unica azienda a fianco del club (probabilmente non abbandonerà) insieme a una manciata di ditte, le casse languono e così sono stati tagliati gli ingaggi e sulla carta non si sta allestendo una rosa competitiva in un campionato che, con il ritorno delle punizioni a chi farà crollare la rolling maul, per una squadra leggerina come quella rossoblù sarà durissimo.
Insomma, i due compiti principali, organizzazione societaria e solidità finanziaria non sono stati raggiunti, anzi, la situazione appare peggiorata rispetto a dodici mesi fa. Si attendono fatti che smentiscano questo andamento. (...)

Paolo Ponzetti"




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