"Vogliamo assolutamente continuare con questo progetto tecnico!"
Andrea Scanavacca, team manager Rugby Rovigo, 26 aprile 2009
sabato 30 maggio 2009
venerdì 29 maggio 2009
Il (nuovo?) Rovigo
Anouer, Badocchi, Boarato, Bustos, Canale, De Marchi, Immelman, Legora, Lubian, Mahoney, Pellegrini, Pizarro, Reato e Tumiati.
Ben 14 i giocatori già confermati per la prossima stagione dalla Rugby Rovigo.
Tre perplessità invadono il popolo rossoblu nelle ultime ore:
1) da quando si siglano contratti con i giocatori senza prima sapere quale sarà (e SE ce ne sarà uno) lo sponsor per la stagione a venire?
2) da quando si conferma uno zoccolo duro di giocatori senza aver prima ufficializzato il tecnico? Considerato il modo in cui ci si è privati di Brunello, viene da pensare che una caratteristica richiesta per sedersi sulla panchina bersagliere sia quella di essere 'accomodante' su quanto 'suggerito' dall'alto (ricordiamo molto bene la questione Cribb);
3) saranno ancora i playoff l'obiettivo della Rugby Rovigo per la prossima stagione? C'è perplessità nella piazza a riguardo, considerato come i nomi degli atleti per ora associati ai colori rossoblu siano Stefano Baldo, Giovanni Boccalon ed Ivan Gianesini.
Ben 14 i giocatori già confermati per la prossima stagione dalla Rugby Rovigo.
Tre perplessità invadono il popolo rossoblu nelle ultime ore:
1) da quando si siglano contratti con i giocatori senza prima sapere quale sarà (e SE ce ne sarà uno) lo sponsor per la stagione a venire?
2) da quando si conferma uno zoccolo duro di giocatori senza aver prima ufficializzato il tecnico? Considerato il modo in cui ci si è privati di Brunello, viene da pensare che una caratteristica richiesta per sedersi sulla panchina bersagliere sia quella di essere 'accomodante' su quanto 'suggerito' dall'alto (ricordiamo molto bene la questione Cribb);
3) saranno ancora i playoff l'obiettivo della Rugby Rovigo per la prossima stagione? C'è perplessità nella piazza a riguardo, considerato come i nomi degli atleti per ora associati ai colori rossoblu siano Stefano Baldo, Giovanni Boccalon ed Ivan Gianesini.
giovedì 28 maggio 2009
Meglio tardi che mai...
"La Rugby Rovigo saluta e ringrazia Massimo Brunello
28 maggio 2009
La Rugby Rovigo comunica che Massimo Brunello non sarà più l’allenatore della Rugby Rovigo per la prossima stagione 2009/’10.
La dirigenza tutta ringrazia sentitamente il coach per l’impegno e la dedizione profusi in questi due anni di fattiva collaborazione con la società di via Alfieri. Gli è inoltre grata per gli ottimi risultati ottenuti dalla squadra sotto la sua guida. Comprendendo che l’opportunità di entrare nello staff della federazione italiana rugby sia per lui un’irrinunciabile opportunità, la Rugby Rovigo si augura che, a conclusione di questa importante esperienza, Brunello faccia ritorno al club rodigino."
Meglio tardi che mai, viene da dire. Ma grande è lo stupore per le ultime righe, pensando come nelle ultime settimane le dichiarazioni a mezzo stampa dell'ex allenatore rossoblu non si basassero su maggiori stipendio e prestigio dell'incarico federale, quanto sulla mancanza di fiducia e serietà dimostrati dalla dirigenza e come la dirigenza ne facesse invece un problema legato ad un contratto troppo oneroso. E che dire della totale dimenticanza di Flaviano Brizzante nel comunicato, considerato l'apporto fornito negli ultimi due anni dall'ex flanker rodigino?
Voci vicine all'ambiente di Via Alfieri esprimerebbero perplessità rispetto all'augurio di un ritorno di Brunello in rossoblu, dopo che non sarebbe stata per nulla favorita la sua permanenza.
Una notizia vera, finalmente: Umberto Casellato ha firmato nella giornata di oggi il contratto che lo lega alla Rugby Rovigo come allenatore per la prossima stagione.
Voci insistenti parlano di rosa rossoblu confermata per grandissima parte; comportamento che avrebbe, pare, fatto sorgere dubbi nell'ambiente sull'ipotesi di un Brunello troppo costoso per la Rugby Rovigo.
28 maggio 2009
La Rugby Rovigo comunica che Massimo Brunello non sarà più l’allenatore della Rugby Rovigo per la prossima stagione 2009/’10.
La dirigenza tutta ringrazia sentitamente il coach per l’impegno e la dedizione profusi in questi due anni di fattiva collaborazione con la società di via Alfieri. Gli è inoltre grata per gli ottimi risultati ottenuti dalla squadra sotto la sua guida. Comprendendo che l’opportunità di entrare nello staff della federazione italiana rugby sia per lui un’irrinunciabile opportunità, la Rugby Rovigo si augura che, a conclusione di questa importante esperienza, Brunello faccia ritorno al club rodigino."
Meglio tardi che mai, viene da dire. Ma grande è lo stupore per le ultime righe, pensando come nelle ultime settimane le dichiarazioni a mezzo stampa dell'ex allenatore rossoblu non si basassero su maggiori stipendio e prestigio dell'incarico federale, quanto sulla mancanza di fiducia e serietà dimostrati dalla dirigenza e come la dirigenza ne facesse invece un problema legato ad un contratto troppo oneroso. E che dire della totale dimenticanza di Flaviano Brizzante nel comunicato, considerato l'apporto fornito negli ultimi due anni dall'ex flanker rodigino?
Voci vicine all'ambiente di Via Alfieri esprimerebbero perplessità rispetto all'augurio di un ritorno di Brunello in rossoblu, dopo che non sarebbe stata per nulla favorita la sua permanenza.
Una notizia vera, finalmente: Umberto Casellato ha firmato nella giornata di oggi il contratto che lo lega alla Rugby Rovigo come allenatore per la prossima stagione.
Voci insistenti parlano di rosa rossoblu confermata per grandissima parte; comportamento che avrebbe, pare, fatto sorgere dubbi nell'ambiente sull'ipotesi di un Brunello troppo costoso per la Rugby Rovigo.
21 anni fa lo scudetto della stella. Ed oggi?
Lo stesso giorno di 21 anni fa, in una serata bagnata, Massimo Brunello e Graziano Ravanelli ci regalavano il decimo scudetto.Intanto arrivano smentite e precisazioni sull'addio dell'ex numero 15 rossoblu. Da una parte voci dicono che la conferma dell'addio di Brunello sarebbe arrivata telefonicamente soltanto ieri, dall'altra pare che l'ex allenatore della Rugby Rovigo abbia comunicato ufficialmente le proprie intenzioni a chi di dovere già la scorsa settimana. Perchè questa differenza? Perchè questa attesa? Perchè questo silenzio, ancora una volta?
Ma soprattutto: perchè continuare a negare firme e rapporti con Umberto Casellato, il quale già nei giorni scorsi avrebbe contattato personalmente Massimo Brunello per consigli e suggerimenti sul Rovigo che verrà?
Si rimane in attesa di ulteriori sviluppi anche sul tema sponsor; le solite voci ben informate parlano infatti di alcuni contatti con l'assessore regionale Isi Coppola per un possibile abboccamento con Enel-Adriatic Lng.
C'è invece perplessità tra gli addetti ai lavori per quanto riguarda il contatto preso per la Rugby Rovigo a Milano dai vertici dell'Asm rodigina, i quali non sarebbero per ora stati sfruttati, pare, per l'indisponibilità a muoversi nel capoluogo milanese dei vertici rossoblu. Pare infatti che per qualcuno in questi giorni conti di più la pratica di un altro sport.
mercoledì 27 maggio 2009
il muro cade
Tutti lo sanno, nessuno lo dice. E allora lo diciamo noi, quello che sentiamo in giro per strada. Con ovvio beneficio del dubbio:
la Rovigo ovale è condannata. La Rovigo ovale non impara dai propri errori. O forse, per certi dirigenti, questa è la lezione migliore che si può apprendere da quanto successo in passato: ripetere quanto compiuto nell’estate successiva al campionato condotto dalla squadra di Marzio Zanato.
Ve lo ricordate? Era la stagione 2003/04; un emissario della dirigenza, al fischio finale della vittoria contro L’Aquila e con alcune gare da giocare per l’accesso ai playoff, entra in spogliatoio con le lettere di conferma/taglio ai giocatori, in base ad una lista che non era quella stilata dal coach rossoblu di concerto con i d.s. di allora.
Cosa è cambiato nella Rugby Rovigo, dal 2004 ad oggi? La ragione sociale, certo; i membri della cooperativa che da due anni regge la società, certo; ed il modo di agire, prevaricare, scavalcare? Quello non cambia mai.
Una società seria non impone l’acquisto di un giocatore non richiesto al proprio tecnico, colpevolizzandolo se poi tale giocatore non rende e se il reparto in cui l’allenatore aveva chiesto un rinforzo mai arrivato va in sofferenza ad ogni partita.
In una società seria e professionale, in merito a questioni tecniche l’allenatore ha più voce in capitolo del padre del presidente e del ds.
In una società seria e professionale, un ds che si è inimicato lo spogliatoio viene allontanato, anziché rimanere al suo posto nel silenzio stampa della società.
In una società seria e professionale, non vengono imposti ad un tecnico sia un taglio drastico dell’ingaggio sia la rinuncia, la riconferma e l'acquisto di giocatori voluto esclusivamente da presidente e ds.
Una società seria e professionale non sparge in giro per la piazza menzogne secondo cui è l’allenatore a volersene andare perchè le sue pretese di ingaggio sono troppo alte.
Una società seria e professionale non emargina senza scrupoli un club di tifosi da sempre autonomo, togliendo ad esso l’unico suo sostentamento (la vendita di birra allo stadio) proprio per la partita di semifinale scudetto, conoscendo l’affluenza record per l'occasione e tenendo il ricavato per sé.
Una società seria e professionale non promette ad un club di tifosi una percentuale sulla vendita delle magliette celebrative dei playoff, per poi fare marcia indietro dopo pochi giorni e tenere il ricavato per sé.
Una società seria e professionale non inventa di sana pianta responsabilità e meriti nell'aver procurato ad un club di tifosi due sponsor che invece si offrono di pagare di tasca propria i pullman per seguire la squadra nella seconda semifinale scudetto.
Una società seria e professionale non si imbarca in iniziative di marketing e promozioni dilettantesche, partorendo una seconda maglia per molti orribile (e quasi nessuno l'ha comprata), inventando slogan senza senso e grammaticalmente sbagliati (rovigo by rugby) ed evitando anche di promuoverli e sfruttarli.
Una società seria e professionale considera e riconosce il valore ed i meriti del proprio staff tecnico, non agisce in base ad ingratitudine, invidia e alla paura di non essere al centro dell’attenzione, della visibilità e della possibilità di vedere riconosciuti i propri meriti nei successi della squadra, lasciando soli lo staff tecnico e la squadra stessa per metà campionato.
Una società seria e professionale fa tutto il possibile per recuperare un atleta fondamentale in prima linea in previsione della seconda semifinale scudetto, non obbligando tale giocatore a rinunciare alle cure di uno staff medico preparato.
Logica, programmazione, intelligenza, rispetto per il lavoro altrui e per giocatori, staff tecnico, tifosi e valori rossoblu sono tutti chiusi a chiave in un cassetto.
la Rovigo ovale è condannata. La Rovigo ovale non impara dai propri errori. O forse, per certi dirigenti, questa è la lezione migliore che si può apprendere da quanto successo in passato: ripetere quanto compiuto nell’estate successiva al campionato condotto dalla squadra di Marzio Zanato.
Ve lo ricordate? Era la stagione 2003/04; un emissario della dirigenza, al fischio finale della vittoria contro L’Aquila e con alcune gare da giocare per l’accesso ai playoff, entra in spogliatoio con le lettere di conferma/taglio ai giocatori, in base ad una lista che non era quella stilata dal coach rossoblu di concerto con i d.s. di allora.
Cosa è cambiato nella Rugby Rovigo, dal 2004 ad oggi? La ragione sociale, certo; i membri della cooperativa che da due anni regge la società, certo; ed il modo di agire, prevaricare, scavalcare? Quello non cambia mai.
Una società seria non impone l’acquisto di un giocatore non richiesto al proprio tecnico, colpevolizzandolo se poi tale giocatore non rende e se il reparto in cui l’allenatore aveva chiesto un rinforzo mai arrivato va in sofferenza ad ogni partita.
In una società seria e professionale, in merito a questioni tecniche l’allenatore ha più voce in capitolo del padre del presidente e del ds.
In una società seria e professionale, un ds che si è inimicato lo spogliatoio viene allontanato, anziché rimanere al suo posto nel silenzio stampa della società.
In una società seria e professionale, non vengono imposti ad un tecnico sia un taglio drastico dell’ingaggio sia la rinuncia, la riconferma e l'acquisto di giocatori voluto esclusivamente da presidente e ds.
Una società seria e professionale non sparge in giro per la piazza menzogne secondo cui è l’allenatore a volersene andare perchè le sue pretese di ingaggio sono troppo alte.
Una società seria e professionale non emargina senza scrupoli un club di tifosi da sempre autonomo, togliendo ad esso l’unico suo sostentamento (la vendita di birra allo stadio) proprio per la partita di semifinale scudetto, conoscendo l’affluenza record per l'occasione e tenendo il ricavato per sé.
Una società seria e professionale non promette ad un club di tifosi una percentuale sulla vendita delle magliette celebrative dei playoff, per poi fare marcia indietro dopo pochi giorni e tenere il ricavato per sé.
Una società seria e professionale non inventa di sana pianta responsabilità e meriti nell'aver procurato ad un club di tifosi due sponsor che invece si offrono di pagare di tasca propria i pullman per seguire la squadra nella seconda semifinale scudetto.
Una società seria e professionale non si imbarca in iniziative di marketing e promozioni dilettantesche, partorendo una seconda maglia per molti orribile (e quasi nessuno l'ha comprata), inventando slogan senza senso e grammaticalmente sbagliati (rovigo by rugby) ed evitando anche di promuoverli e sfruttarli.
Una società seria e professionale considera e riconosce il valore ed i meriti del proprio staff tecnico, non agisce in base ad ingratitudine, invidia e alla paura di non essere al centro dell’attenzione, della visibilità e della possibilità di vedere riconosciuti i propri meriti nei successi della squadra, lasciando soli lo staff tecnico e la squadra stessa per metà campionato.
Una società seria e professionale fa tutto il possibile per recuperare un atleta fondamentale in prima linea in previsione della seconda semifinale scudetto, non obbligando tale giocatore a rinunciare alle cure di uno staff medico preparato.
Logica, programmazione, intelligenza, rispetto per il lavoro altrui e per giocatori, staff tecnico, tifosi e valori rossoblu sono tutti chiusi a chiave in un cassetto.
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